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Perchè chiude un negozio

Mettiamoci davanti alla saracinesca sbarrata di un’attività commerciale in cui andavamo anni fa e clicchiamo play al video dei nostri ricordi. Quando eravamo piccoli era un successone! Quel negozio di abbigliamento con la musica sparata a mille, dove quando entravi ti sentivi in discoteca e le ragazze facevano la fila ai camerini, oggi è chiuso e probabilmente al suo posto apriranno un centro scommesse. Com’è possibile che quella che ci sembrava una miniera d’oro, oggi ha chiuso i battenti? In sintesi: perchè un negozio chiude?

Perchè i costi superano i ricavi. Niente di più semplice.

E questo principio vale per l’abbigliamento, la cartoleria, il negozio di elettronica, il fabbro, il sarto, il calzolaio e tutto il resto del presepe. Però capire perchè a un certo punto quella cravatta esposta dal 1978, oppure quell’ordine fatto con la “bolla” di carta, oppure quella commessa scorbutica dalle 8.30 di mattina non mi fanno più guadagnare come prima, sembra essere un’impresa titanica. E allora si da la colpa alla ZTL, ai centri commerciali, ai cinesi, ai centri commerciali cinesi, alle bancarelle, all’internet, all’olio di palma, ecc. Come se l’economia di un negozio fosse fondata sul traffico, sul non avere concorrenti e sul teorema che i miei clienti verranno sempre a comprare da me.

Perchè quindi un negozio chiude?

Chiude perchè se vendi macchine da scrivere e accanto l’Apple store, non hai capito che sei indietro di 500 anni.
Chiude perchè se i tuoi metodi di vendita o di marketing sono gli stessi da 60 anni, a un certo punto non avrai più nuovi clienti.
Chiude perchè se oggi posso comprare qualsiasi cosa online direttamente da casa, il negozio deve darmi “qualcosina in più” (servizi, cortesia, consigli, cura per il cliente, ecc.)
Chiude perchè l’innovazione non si può fermare e, se si vuole andare avanti, è necessario salire su questo treno.

A volte i problemi sono di diversa natura. Cambiamento nel team, aumento dei costi, variazioni urbanistiche realmente gravose (come lavori in corso che impediscono la disposizione dei tavolini fuori) e tante altre. Motivazioni che dipendono dal management o altre su cui davvero c’è poco da fare. In ogni caso e in ogni situazione, il negozio dovrà provare a reagire.

Dove deve intervenire un’attività commerciale?

In un momento di crisi è necessario un po’ di sangue freddo, capacità di analisi e voglia di fare. Non tutto è realizzabile perchè ad ogni azione corrisponde un costo (monetario, fatica, tempo, ecc.), ma in linea orientativa bisogna agire su più fronti.

  • Attivare nuove strategie di marketing, di comunicazione e di vendita (social, e-commerce, campagne web mirate, ecc.)
  • Migliorare le relazioni con il cliente, “coccolandolo” e offrendo nuovi servizi (fidelizzazione, miglioramento dei rapporti, sconti personalizzati, ecc.)
  • Reinventare lo spazio, l’immagine e i prodotti (nuovo design degli interni, ridefinizione del logo e della grafica, cambiamento della merce o dei marchi di scarso successo)
  • Analizzare e risolvere criticità interne (personale inadatto, fornitori, aumento dei costi, ecc.)
  • Migliorare l’esperienza di acquisto (un caso su tutti, pensiamo ai negozi di abiti da sposa che offrono il prosecco durante le fasi di “prova”)

Serve coraggio, saper rischiare, capacità di cogliere il momento, strategia, resilienza e innovazione. Un negozio è uno spazio fisico fatto di prodotti e persone, ma che ha la necessità di confrontarsi con il cliente, con il mercato e con il mondo . Il futuro che ci attende, porta con sè grandi cambiamenti, quindi prima di dare la colpa al sindaco, alla ZTL e ai cambiamenti climatici, lavoriamo concretamente su tutto quello che si può fare.