BlogTurismoViaggi

Lisbona da turisti: consigli pratici di sopravvivenza

Ci sono tantissime guide e articoli con cosa vedere a Lisbona, le 10 esperienze da vivere assolutamente, le 7 attrazioni, eccetera eccetera. Ma non siamo qui per questo. Visitare e vivere a pieno una città, significa immergersi e stancarsi, assaggiare e bere, sporcarsi e camminare. Ecco quindi, a pochi giorni da una settimana appena conclusa nella capitale del Portogallo, alcuni consigli per non farsi mancare (quasi) nulla e riuscire a tornare a casa sulle proprie gambe.

Colline, salite e miraduro

Lisbona, per sua propria conformazione, offre alcuni degli scorci urbani più belli d’Europa. E questo proprio perchè è adagiata su più colline, con quartieri caratteristici, monumenti sparsi e paesaggi che spaziano verso il Fiume Tago. Bello vero? Si bello, ma preparatevi a fare i chilometri fra salite e discese su strade e marciapiedi quasi sempre di “sanpietrini”. Servono quindi scarpe comode, non lisce, e tanta ma tanta forza di volontà. E’ vero ci sono i tram, uno dei simboli della città, ma purtroppo in centro sono ad unica carrozza, quindi, se non volete vivere l’esperienza della scatola di sardine, altro simbolo della città, spesso sarete costretti alle grandi camminate.

Il belvedere, o miraduro, è sempre dietro l’angolo ed è sempre meglio andarci come tappa finale di un percorso oppure verso il tramonto. E fra una salita e una discesa, vi renderete conto come perdendovi nei quartieri spesso tornerete negli stessi posti. Il centro storico, merita sicuramente una visita a piedi, ma i vostri piedi meritano anche un po’ di riposo. Provate quindi a prendere i tram ai capolinea, oppure a sfruttare il più possibile la metro, pianificare percorsi brevi, cercare scale mobili o camminare con calma negli orari più freschi.

I portoghesi e il tempo

Per il portoghese tutto può attendere, anche il cliente. Questo significa che nelle “tasche”, trattorie tipiche, i camerieri potrebbero farvi aspettare prima di ordinare. Oppure che vi dicano di andare via perchè sono pieni, anche se sono appena le 21.00. Ci vuole un po’ di pazienza anche con la lingua, perchè non tutti parlano inglese o, se vi avventurate con il portoghese, potrebbero lo stesso non capire niente e farvi impazzire.

Di contro questo si traduce in tempistiche calme e mai frenetiche. Lasciandovi ispirare, vi troverete nel tardo pomeriggio con una birra (rigorosamente Super Block o Sagres, comprata dal piccolo negozietto Bangladesh) al miraduro o in qualche piazza.

Le tappe vanno ben pianificate

Terminato il giro in centro, alcune tappe, più distanti, sono praticamente dei tour a sè. La zona di Belem, con la Torre, il monumento alle scoperte, il monastero dos Jeronimos e tanto altro, sono infatti più distanti. Anche lì si camminerà molto fra grandi piazze, poca ombra e, a volte, forte vento. Quindi meglio organizzarsi bene con gli orari o studiare il meteo, soprattutto per il vento e il caldo.

Altra zona importante è Oriente, dove trovate il bellissimo Oceanario. Qui sarà meglio passare le ore più calde del giorno e dedicarsi dopo all’area dove si è tenuta l’Expo del 1998. Questa zona ospita infatti bellissime architetture contemporanee, come il Padiglione di Alvaro Siza o la stazione di Calatrava, oltre una bellissima vista dell’incredibile ponte Vasco Da Gama.

Sintra invece è assolutamente una meta obbligata per una gita fuori città. Il paesino, con i suoi palazzi, ville e giardini, è un po’ caro, quindi potrebbe essere utile portarsi un pranzo al sacco. Ogni attrazione è a pagamento con cifre che vanno da 8 euro a salire, quindi eventualmente può essere il caso di valutare se saltarne qualcuna. Irrinunciabile però il Palacio da Pena che sembra uscito da un cartone Disney o la Quinta da Regaleira con il suo “pozzo a labirinto”. Quest’ultimo parco chiude più tardi rispetto agli altri (alle 19) quindi può costituire l’ultima tappa a Sintra prima di rientrare.

La vita notturna

Le stradine del centro storico pullulano di vita fino a tarda notte. Non vi fate fregare dalla birra “Imperial” che invece è piccola, mentre la “caneca” è quella grande. Molti locali poi organizzano serate a pagamento, ma lo capirete prima di entrarci. In linea di massima la birra sarà una scelta economica (intorno ai 3-4 euro), mentre i cocktail sono generalmente sotto la linea delle altre capitali europee (7-8 euro). Il week end il centro diventa una specie di parco divertimenti, con alcune zone, come Bica, la Brasileira o la famosa Pink Street, che diventeranno un tappeto di gente.

E se l’alcool si fa sentire, troverete sicuramente qualcosa per “spegnere” l’appetito. Anche qui la scelta è varia ed economica. Troverete anche il kebab a 1 euro (meglio non chiedersi di cosa sia fatto), ma è preferibile optare per scelte più locali come la bifana (panino con la fetta di carne di maiale).

Cosa mangiare

Troverete ovunque che il piatto tipico è il baccalà e lo troverete davvero cucinato in tutti i modi. Tanto che a volte vi capiterà di ordinarlo (ricordiamoci che è un pesce) e vi troverete una specie di lasagna oppure una cosa simile alle uova strapazzate della colazione. Va però sicuramente assaggiato.

Altro elemento fondamentale della cucina lisboneta sono le sardine. Simbolo della città, le troverete in vendita in negozi in stile “Willie wonka e la fabbrica di cioccolato” in scatole coloratissime, con i commessi vestiti da circo e il negozio che sembra una succursale di Disneyland. Entrando penserete di trovare cioccolato e giocattoli, invece no. Scatole di sardine. Forse meglio non andarci come prima tappa del viaggio, altrimente penserete di essere finiti in una città di squilibrati

Non possono mancare i dolci e la regina assoluta è la Pasteis. Una specie di crostatina di sfoglia con una crema al latte. Sicuramente da assaggiare, soprattutto se andate alla Pasteilleria di Belem, dove le chiamano Pasteis di Belem perchè le hanno inventate loro e se le chiamate Pasteis de Nata si infervorano. Forse per loro è la stessa sensazione di sentirsi chiedere la pizza all’ananas o il parmigiano per gli spaghetti alle vongole.

Nel magico mondo delle pastellerie, si inseriscono poi tutta una serie di cuginetti salati delle pasteis che ricordano molto la rosticceria indiana. Con pollo, carne, verdura ecc. saranno fritti e croccanti. Anche questi da assaggiare e utili con finalità “street food”. Regina di questo mondo salato, sarà però la Merenda mista, una sfoglia di prosciutto cotto e formaggio, che costa pochissimo e buonissima nella sua semplicità. Utilissima soprattutto per le gite fuori o se non volete necessariamente spendere un po’ di più.

Mediamente è possibile nutrirsi spendendo poco. La trattoria tipica (tasca) offre sia soliti piatti di pesce (salmone, orata, ecc.), ma è chiaramente consigliato assaggiare il baccalà. Questo, nelle sue varianti, si oscilla fra gli 8 e i 14 euro. I piatti di carne, saranno sulle stesse cifre. Mentre lo street food, come panini con carne (2-4 euro), rosticceria (1-2 euro) e pasteis (1-2 euro), vi permetteranno di risparmiare ancora di più. Non mancano poi le solite catene di fast food, anche negozi mai visti in Italia. E dopo aver visto che propinano nello stesso piatto la fetta di carne e la pasta in bianco, sinceramente è meglio che qui non ci mettono piede.

Qualcosa di diverso

Abbiamo visto i vicoletti dei quartieri, Belem, Sintra, Oriente e tante belle cose. Però ci vuole anche qualcosa di diverso dal solito. Merita sicuramente una visita LX Factory, un’area urbana dismessa rigenerata che ora ospita locali, botteghe, negozi e tante opere di street art. Su questa lunghezza d’onda, è da visitare anche Casa Independente, un edificio recuperato in zona Intendente con un bel giardino al primo piano.

L’arte urbana potete trovarla sparsa in molti quartieri della città, da Belem ad Alameda. Sparse sono anche molte librerie storiche o negozi vintage, mentre ogni tanto vedrete spuntare dal nulla antiche insegne storiche di botteghe o ex bordelli che ricordano lo stile liberty o lo spirito della Belle Epoque.

Esistono poi dei miraduro, non convenzionali o poco conosciuti, cioè dei punti da cui vedere bellissimi scorci della città senza essere per forza in un belvedere. Ad esempio è possibile salire alla terrazza del pub Topo vicino Martin Moniz, oppure osservare il tramonto dal parco sopra la Fonte luminosa di Alameda.

Il sabato mattina, la Fiera de la Ladra, vi offrirà un grandissimo e bellissimo Mercato delle Pulci (che per fare figo, oggi chiameremo Vintage). Trovate le bancarelle fino al pomeriggio, quindi decidete di andarci in tram o ad un orario comodo e poco assolato, perchè arrivarci a piedi sarà un’impresa in stile Cammino di Santiago.

Altra tappa curiosa è la Chiesa di San Domingo, edificio che ha subito un incendio e che ha mantenuto questo suo aspetto “bruciato” nelle pareti.

Il boom economico

Lisbona è oggi sede di grandi “trasferimenti” dall’Italia. Parliamo sia di pensionati che vogliono godere di una minore tassazione, sia di grandi aziende che aprono sedi qui e attirano tantissimi italiani per lavoro. Questo si sta piano piano traducendo in un aumento dei prezzi degli affitti. Noterete poi molti cantieri di ristrutturazioni edilizie. Forse proprio per provare a capitalizzare questi nuovi arrivi offrendo nuove case. Senza l’adeguamento però degli stipendi, questo sistema potrebbe portare a un piccolo collasso.

La città ha dei costi di vita praticamente italiani, ma rispetto anche a pochi anni fa, sono leggermente in crescita. Il consiglio è quello di visitarla prima di ritrovarsi in una nuova Londra o Parigi. Tenendo anche conto che le tariffe di bnb e hotel in centro storico sono spesso sopra la media, soprattutto se pensate che la maggior parte delle strutture NON hanno l’ascensore. E dopo 20 km di salite al giorno, questo sarebbe davvero la prima richiesta de i nostri poveri piedi.

In conclusione

Lisbona è una città bellissima, moderna, affascinante e dalle tante sfaccettature, in cui godersi davvero il tempo e il paesaggio urbano. E’ possibile spendere poco e vivere un’esperienza ricca e piena di stimoli diversi, fra arte, cultura, passeggiate e natura. Idealmente potremmo collocarla a metà fra le città della Spagna e del Sud Italia. Armiamoci quindi di scarpe comode e tanta volontà. E se vogliamo decidere un periodo adatto, meglio optare per Giugno, in modo da incontrare la Festa della Città (Sant’Antonio), con feste nei quartieri e sardine come se non ci fosse un domani.