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L’ambiente non è un problema di pochi

La questione ambientale, fino a qualche anno fa, era un pensiero di pochi. Ne parlavano i Verdi, Greenpeace, il WWF, insomma gli ambientalisti, quelli che si opponevano sempre a qualcosa perchè “l’ambiente andava protetto”. Dal pensiero, a volte, diventava quasi un’ossessione fino a trasformarsi, per gli altri, in una presa in giro. “Quell’autostrada non si deve fare perchè lì ci vive una rara specie di toporagno in via d’estinzione”. E mentre l’opinione pubblica gridava “ma chi se ne frega del toporagno?” l’autostrada, con qualche rallentamento e protesta, veniva fatta lo stesso.

Al grido di “Salvate il toporagno”, negli anni però si sono sostituiti nuovi urli di disapprovazione. Questo forse perchè abbiamo avuto nuovi strumenti per conoscere e comprendere il mondo e tramite questi abbiamo preso piano piano consapevolezza che ogni nostra azione provocava un impatto sull’ambiente in cui viviamo. E a quel punto, questo maledetto ambiente che ci “regala” cibo, acqua, aria, spazio dove costruire case, risorse da usare, ecc. comincia a prendersela con noi. Avvelena il nostro cibo, la nostra acqua, la nostra aria; fa crollare le nostre case e le nostre strade; rende imprevedibile il nostro clima; ci impedisce di prendere le nostre risorse che servono alla nostra economia. Ambiente cattivo ed egoista!

Si inizia così a pensare che se vogliamo avere ancora un futuro fra qualche anno, dobbiamo cambiare sistema: nasce lo sviluppo sostenibile.

Il problema però è che cambiare sistema, significa cambiare il nostro modo di vivere, di fare economia, di nutrirci, di relazionarci con gli altri e con lo spazio. Significa inoltre capire che l’ambiente è ovunque ed è una grande opera teatrale piena di protagonisti. Un mosaico fragile e complesso dove a volte basta spostarne un pezzo per far cambiare il disegno complessivo, danneggiando, a catena, tutti i tasselli che lo compongono. Davanti a un problema così complesso, succede quindi che lo sviluppo sostenibile diventi un obiettivo, un principio, un’idea e niente più.

Lo sviluppo sostenibile, deve essere invece un impegno di tutti

L’obiettivo della sostenibilità, è quindi stato relegato a una possibilità cui stare attenti. Negli ultimi anni, ogni progetto doveva sottostare a questa regola: come lo rendo sostenibile? Riduco questa spesa, dico che non avrò impatti sulla società e sull’ambiente ed il gioco è fatto. Ma è sufficiente a cambiare il sistema? Rispetto ai grandi cambiamenti che subiamo sempre più spesso, basta soltanto questo?

Con il passare degli anni, grazie soprattutto al nostro accesso continuo ad informazioni, abbiamo capito davvero che l’ambiente è importante, soprattutto perchè nei suoi sconvolgimenti, danneggia direttamente la nostra vita. Nel tentativo di esprimere opinioni o nella volontà di difendere il “nostro ambiente”, sono nati i movimenti contro questo o quel progetto; ci siamo convinti che esistano poteri occulti che vogliono crearci danni; ce la siamo presi con sistemi politici o più grandi di noi; nel nostro piccolo, alla fine abbiamo cominciato a reagire per fare qualcosa. E’ servita però una ragazzina, Greta Thunberg, a dare il vero scossone alla situazione.

E mentre alcuni si chiedono se Greta sia rettiliana, aliena o un burattino di “poteri occulti”, sotto sotto questo ci fa capire quanto il suo messaggio appaia davvero strano

Solo una figura “diversa” poteva dire qualcosa di impopolare ed egoista. Impopolare perchè se ci riflettessimo davvero, capiremmo che il problema va affrontato cambiando il nostro modello di sviluppo. Uscendo dalla nostra “comfort zone”, facendo rinunce, perdendo posti di lavoro, cambiando abitudini e spendendo più soldi. Egoista perchè alla fine quelli che ne avranno benefici, saremo solo noi. Ed è lì che bisogna arrivare: capire che il cambiamento di sistema, non va a vantaggio del mare, della montagna o del maledetto toporagno.

Impegnarsi nell’adottare un nuovo modello di sviluppo che tenga conto dei cambiamenti climatici e dei rischi per la biosfera, significa ribaltare la nostra visione del sistema Uomo – Pianeta

Costruire un nuovo equilibrio in cui edificare dove è realmente possibile, ridurre gli sprechi, riutilizzare il più possibile, trasformare quello che sembra “un problema da proteggere” in una risorsa e molto altro ancora. Arrivare poi a creare nuovi posti di lavoro, mangiare più sano, vivere più a lungo e più felici, godere delle risorse che l’ambiente ci da gratis. Non serve essere ambientalisti per capire che questo deve essere un impegno di tutti e un impegno per il futuro. Spetta ai governanti sviluppare e condurre queste strategie, trasformandole in impegni e politiche. Spetta a noi, invece applicarle, portarle avanti e votare chi intende realmente promuoverle.

Lo sviluppo sostenibile ci impone di progettare ogni azione sulla base di quello che lasceremo ai nostri figli. Dobbiamo però agire oggi ed essere egoisti. Arrivare al punto di pensare “chi se ne frega dell’ambiente” e capire che questo cambiamento lo facciamo per noi. Un impegno per la nostra salute, il nostro benessere, la nostra economia, le nostre relazioni, e forse, alla fine, anche per il nostro pianeta.

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