AmbienteBlogEconomiaMondoTerritorio

Il mondo dopo il Corona virus

In questo momento, la pandemia da Corona virus (COVID 19, per gli amici), è sicuramente il fattore chiave che sta condizionando il nostro 2020. Probabilmente già adesso rappresenta uno degli “eventi” più importanti del nuovo decennio. Per le generazioni nate dopo gli anni ’50 è infatti paragonabile solo a un conflitto globale, sia perchè investe tantissimi paesi, sia perchè sta davvero cambiando le vite di miliardi di persone. Per aspetti ed elementi geo-politici, socio-economici e psicologici, sicuramente avrà un forte impatto sugli anni a venire. Sia a livello globale, che nelle scelte e nelle abitudini che viviamo quotidianamente.

E’ solo questione di tempo, ma in un modo o nell’altro, l’emergenza rientrerà. Sarà prodotto il vaccino, oppure il clima aiuterà a ridurre i contagi. Con minori infetti, si libereranno maggiori posti negli ospedali e la situazione diventerà più gestibile. Non quindi una guarigione di massa miracolosa con l’estinzione del virus. Giungeremo a una migliore gestione della malattia nel sistema sanitario globale, rientrando così in uno stato di nuova normalità.

Alla luce di quello che sta causando la pandemia e di quello che stiamo vivendo in questi giorni di quarantena, proviamo un po’ a ragionare a mente libera. Facciamo volare un po’ la mente su come potrebbe cambiare il nostro mondo nell’immediato futuro.

L’inquinamento e l’economia globale

Abbiamo visto le industrie cinesi e italiane fermarsi, ridurre gli spostamenti e di conseguenza l’inquinamento atmosferico. Addirittura le acque di Venezia sono tornare limpide e dal satellite l’aria della pianura padana e della Cina sono tornare a livelli normali. Minore produzione industriale + riduzione della mobilità = minore inquinamento. Fin qui tutto facile. Diversi studi hanno poi confermato come la capacità di contagio del virus possa essere stata favorita proprio dall’inquinamento. Questo rende il nostro sistema respiratorio e il nostro corpo più stressati. Quindi più attaccabili da fattori esterni.

Tutto questo sembrerebbe portarci verso un’unica direzione. Terminata l’emergenza, forse alimentata dall’inquinamento, si ridurranno le emissioni. Non è così semplice purtroppo. La pandemia sarà infatti la causa di una delle più nere crisi del sistema economico globale. E’ stato analizzato come, a seguito di grandi crisi, la risposta del sistema è stata quella del “ripartiamo subito!“. Meno attenzione all’ambiente e più accelerazione per risalire sul treno. Gli stati dovranno trovare il giusto equilibrio fra le due opzioni. Supportare le imprese in una ripartenza veloce, senza dimenticare i piccoli passi fatti verso la salvaguardia ambientale.

  • Serviranno incentivi alla riduzione degli inquinanti e alla ricerca di nuove soluzioni. Gli investimenti dovranno coinvolgere le imprese e il mondo della ricerca;
  • Dovrà essere sostenuto il risparmio energetico, il riuso degli scarti e la riduzione dei rifiuti;
  • Le imprese avranno bisogno di aiuto per l’accesso al credito. Saranno stanziate ingenti somme (come i Fondi strutturali), ma gli imprenditori hanno bisogno di professionisti per potervi accedere. Serviranno anche procedure semplificate e facilitate;
  • Probabilmente si penserà alla ricollocazione di alcune industrie e servizi. E’ impensabile rischiare di dipendere troppo da un paese, quando questo può, suo malgrado, interrompere ogni collegamento. Gli stati potrebbero ridurre le tasse per incentivare la produzione nazionale. Non si andrà verso il crollo dell’economia globale, ma alla ricentralizzazione di alcune produzioni essenziali;
La società, le città e l’innovazione

I grandi sistemi abitativi sono al centro del contagio. Grandi metropoli (Wuhan) o grandi reti di nodi connessi (Lombardia). Il contagio viaggia su mezzi del trasporto pubblico, negli spazi della movida, nei luoghi di lavoro. La società che popola questi centri, è il cuore pulsante del sistema. Con azioni sul piccolo anello, si potrà trasformare l’intero meccanismo. Le città si potranno evolvere grazie ad interventi su diversi settori, attingendo all’innovazione e all’integrazione.

  • Lo smart working potrà ridurre gli spostamenti, abbassare i costi per le imprese e restituire nuovi spazi. Ripensare e facilitare il ruolo dei lavoratori con famiglia, ma costringere anche i lavoratori ad entrare nella sfera del lavoro digitale;
  • La sanità dovrà divenire più capillare, orientata alle emergenze e con le adeguate risorse. Potenziare, anche lì, il ruolo della tecnologia riducendo, dove possibile, i contatti e accelerare i tempi;
  • Le connessioni digitali potranno favorire il lavoro e le interazioni sociali. Non vogliamo altri aperitivi su Skype, ma qualche videochat con i nonni potrebbe evitare loro un possibile contatto pericoloso;
La casa e il tempo libero

Stare chiusi a casa, ci costringe a ridurre il nostro ambiente vitale allo spazio dell’abitazione. Questo dovrà sempre più essere funzionale, efficiente, bello e accogliente. Il progetto della casa deve sempre più prendere spunto da questi elementi. Soprattutto perchè l’abitazione in questi giorni è diventata anche luogo di lavoro e, al tempo stesso, di svago. La casa potrà cambiare il suo ruolo nella nostra vita. Non solo un punto di riferimento per mangiare e dormire, ma sempre più uno spazio multifunzionale.

  • Ampliare gli spazi comuni e per il tempo libero. Renderli più comodi e funzionali. Integrati con la tecnologia e le altre stanze della casa;
  • Pensare degli ambienti dedicati al lavoro. Luoghi intimi, con poche distrazioni. Oppure spazi dove sarà possibile svolgere attività anche insieme agli altri (ad esempio, tenendo sott’occhio i bambini);
  • Arricchire la casa di elementi di distrazione per noi e per la famiglia. Oggetti, ma anche spazi, che possano stimolare la creatività del singolo, oppure coinvolgere tutti in attività di gruppo. Come non pensare a strumenti musicali e giochi, ma anche spazi per dipingere, ascoltare musica, cucinare insieme;
  • Migliorare l’interazione con i bambini, creando nuove attrazioni oltre gli strumenti tecnologici. Sarà difficile, ma la famiglia dovrà coinvolgerli maggiormente nelle attività, offrendo nuovi stimoli e oggetti creativi.
Una piccola rivoluzione

Come abbiamo visto, la pandemia da Corona virus, potrebbe innescare una piccola rivoluzione a scala globale. A partire dalle nostre case, fino alle imprese e le grandi città. Dobbiamo imparare dagli errori del passato e dai nuovi rischi del futuro. Ripensare gli spazi e i sistemi locali e mondiali. Questo sarà uno degli elementi più tragici e sconvolgenti del nuovo secolo. Cerchiamo quindi di trasformarlo in un’opportunità per spingere davvero verso il cambiamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *