Il mio percorso

Dal 2005| Università, uffici e natura
La Riserva Naturale di Isola delle Femmine

Terminato il Liceo, la scelta su quale percorso universitario intraprendere, mi ha portato a ragionare su passioni, attitudini e sbocchi occupazionali. Pensare troppo a volte fa male e quindi, ritrovatomi in ritardo per alcuni test di ingresso, mi sono iscritto per un anno al corso in Scienze Forestali e Ambientali. Resomi poi conto dell’errore, questa scelta, mi è stata però utile per capire il ruolo dell’ambiente come elemento basilare per le attività dell’uomo e come terra, città e cittadini siano da sempre legati da un filo resistente, ma sottile.

Conclusa questa parentesi, l’anno seguente, mi sono organizzato in tempo e, superati i test, ho iniziato il percorso di studi in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale alla Facoltà di Architettura di Palermo. Parallelamente, mi sono catapultato nell’avventura del Servizio Civile alla Riserva Naturale di Isola delle Femmine. Un viaggio lungo un anno in cui ho fatto realmente di tutto: dalla segreteria al giardiniere, dalle visite guidate all’assistenza agli animali feriti. E fra un giro in barca e una zappata, mi sono beccato la maledetta bronchite che da quell’estate del 2006, torna a trovarmi quasi ogni inverno.

Dal 2011 | Unesco, Belice e ricerca
Tesi magistrale “Turismo integrato nella Valle del Belice”, schizzo per il progetto territoriale

Il percorso universitario è fatto di alti e bassi, fra materie che reputi inutili e altre che sembrano appassionarti. In questo contesto forse immutabile, la parte migliore allora la riveste la tesi di laurea, dove finalmente puoi scegliere su cosa concentrarti. Ho così deciso di avventurarmi nel favoloso mondo dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO e del sito Arabo Normanno di Palermo, Monreale e Cefalù, a quell’epoca solo ancora un’ipotesi. Chiaramente potete immaginare la grande soddisfazione quando nel 2015 quello che avevo analizzato e progettato sia piano piano diventato realtà. Conclusa con lode la laurea triennale, lo stesso anno decido di continuare il percorso magistrale. Qualche approfondimento utile, vecchi e nuovi amici e un’altra tesi: questa volta sul turismo integrato nella Valle del Belice. Sembra così confermarsi la mia passione nell’unione di diverse risorse verso un’unica matrice, ovvero quella del turismo.

E così nel 2013, aggiunta un’altra lode al mio curriculum, ho sostenuto, quasi casualmente, un colloquio per un istituto di ricerca di Palermo. Apprezzando forse la mia capacità di spaziare fra diversi temi, entro a far parte dello IEMEST, Istituto Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia come Ricercatore di Psicologia del turismo e marketing relazionale. Tematica figa e affascinante, ma che mi fa capire fin da subito che la ricerca “si paga” e che soprattutto necessita di finanziamenti. Mi lancio così da autodidatta nel magico mondo dell’europrogettazione, attingendo un po’ alla mia creatività e un po’ a quanto imparato sulla pianificazione strategica e le relazioni scritte per i laboratori.

E mentre mi scervello su nuove proposte di ricerca, comincio a ripensare al mio percorso universitario chiedendomi: “ma perché tutti questi progetti oltre le mura dell’università non sono conosciuti? E soprattutto perché nessuno sa che cosa sa fare un pianificatore territoriale?”. Decido così, con un gruppo di colleghi, di organizzare una mostra dei migliori progetti del nostro corso di laurea, però questa volta in uno spazio aperto alla cittadinanza. Grazie a tante ricerche, tanto lavoro e dopo aver rilasciato la mia prima intervista a un Telegiornale, riusciamo ad organizzare a Dicembre 2013 la Mostra “Pianifica Palermo”. Finalmente i lavori e le proposte degli studenti di pianificazione territoriale venivano visionate dai cittadini e discusse con loro. I progetti potevano adesso liberarsi nella città e confluire in un ebook diffuso online realizzato grazie all’Associazione Archxarch, conosciuta proprio attraverso la Mostra. Con l’occasione realizzo la mia prima curatela per una pubblicazione.

Dal 2014 | La progettazione partecipata e l’Università dall’altra parte
Attività di progettazione partecipata ad Aspra

L’esperienza di Pianifica Palermo mi ha permesso di creare un gruppo di colleghi con la forte volontà di emergere e di far conoscere il ruolo della pianificazione per lo sviluppo dei territori. Grazie alle nuove conoscenze venute fuori dalla mostra, formiamo così Urban Creativity, quello che oggi verrebbe chiamato un “collettivo di professionisti”. Il gruppo, insieme a diverse associazioni locali e quasi sempre auto-prodotto, attiva dei percorsi di progettazione partecipata a Sferracavallo (Palermo), Falcone (Messina) e Aspra (Bagheria, Palermo). Tre iniziative che mi hanno permesso di approfondire tecniche di facilitazione dei processi decisionali e partecipativi e che mi hanno obbligato a confrontarmi con la necessità di ascolto della cittadinanza e i limiti operativi degli enti pubblici.

Parallelamente, grazie all’ottimo rapporto creato con il Prof. Nicola Giuliano Leone, mio relatore per la tesi sul Belice, ho deciso di collaborare con lui nello svolgimento dei laboratori universitari. Ho iniziato con il corso di laurea in Architettura nel 2013 e successivamente con quello in Pianificazione l’anno seguente diventando ufficialmente Cultore della materia, quello che comunemente viene chiamato “l’assistente”. Una volta passato “dall’altra parte” ho cercato di capire davvero cosa poteva essere utile agli studenti per la loro formazione, cercando di guidarli in maniera chiara e comprensibile e con un occhio al futuro. Intanto, una volta superato l’esame di abilitazione, a Gennaio, mi iscrivevo finalmente all’Ordine degli Architetti di Palermo avviando così ufficialmente la mia carriera professionale.

A Marzo, insieme ad alcuni colleghi storici diventati nel tempo “amici”, abbiamo iniziato un Master di II livello in Pianificazione integrata per lo sviluppo sostenibile a Bivona, piccolo paese al centro della Sicilia. Fra smart city, innovazione, energia, partecipazione, sviluppo locale e molto altro, abbiamo toccato temi che già conoscevamo, ma abbiamo anche assimilato qualche buono spunto. Questo periodo mi è molto caro soprattutto perché mi ha permesso di conoscere nuove fantastiche persone facendomi vivere un “Erasmus” fra i Monti Sicani con gite, divertimento e tantissima enogastronomia. Per completare l’anno, mi sono trasferito per un piccolo periodo fra Siracusa e Catania per sviluppare lo stage del Master ad Impact Hub, avvicinandomi così a tematiche come l’innovazione sociale, le startup e lo sviluppo di imprese.

Dal 2015 | Ricerca, energia eolica e Greenway
Ponte della linea ferroviaria dismessa nel territorio dei Monti Sicani

Il 2014 si è concluso con l’inserimento nel gruppo di ricerca dello IEMEST per PERIMA, progetto di ricerca per lo sviluppo di un palo eolico “a scomparsa”. Tutti probabilmente alla vista dei soliti enormi e altissimi “ventilatori” abbiamo pensato almeno una volta “ma non potrebbero farli scomparire sotto terra quando non devono girare?” Ecco, questo è quello che per circa un anno abbiamo provato a fare. Ritrovandomi circondato da ingegneri, fra disegni, studi, calcoli e formule chilometriche, dopo qualche settimana di confusione, sono riuscito a ritagliarmi uno spazietto nel progetto complessivo concluso poi a fine 2015 anche con la realizzazione di un prototipo reale.

Ma mentre le lezioni a Bivona si erano ormai concluse, noi abbiamo deciso che la nostra tesi del Master si sarebbe focalizzata di nuovo sul territorio dei Sicani e in particolare sulla riqualificazione di una ferrovia dismessa da riconvertire a Greenway. Progetto complesso e molto bello che ci ha portato a riscoprire sul territorio un percorso sconosciuto e abbandonato, ma ancora visibile in viadotti, ponti e gallerie e che si è concluso poi benissimo a Marzo con addirittura lode e menzione e la pubblicazione all’interno della collana RE-CYCLE dell’Università di Palermo.

Dal 2016 | Il grande viaggio di San Giuseppe Jato e la ricerca dell’innovazione
Workshop di progettazione partecipata all’interno del progetto Jato Spazio Idee

Le esperienze di progettazione partecipata condotte da Urban Creativity nel 2014, purtroppo terminarono progressivamente quando i singoli componenti del collettivo, per motivi di lavoro, si ritrovarono piano piano a cambiare ambito, impegni o addirittura città. A fine 2015, una piccola parte del gruppo è stata però contattata da un collega universitario per portare avanti un progetto che, dopo circa 4 anni, aveva finalmente ricevuto il finanziamento. Dopo alcune fasi di “riaggiornamento”, prese così avvio Jato Spazio Idee, iniziativa di progettazione partecipata, sviluppo locale e promozione della legalità nel contesto territoriale di San Giuseppe Jato, a pochi chilometri da Palermo.

In questa avventura, lunga quasi due anni, mi sono occupato di facilitazione, co-progettazione, comunicazione, management, organizzazione eventi e tanto altro. Un percorso che mi ha fatto conoscere tantissime persone preziose, un territorio complesso, fragile e ricco allo stesso tempo e che mi ha permesso di spaziare fra tantissime attività e tematiche. Ho infatti applicato tecniche di web content, grafica e gestione eventi, ma anche nuove competenze che ho iniziato ad acquisire con specifici corsi relativi al Social Media Marketing e la comunicazione con il grande “guru” Umberto Macchi seguiti nel 2015.

Dal 2017 | La cultura e i progetti europei
Attività di ascolto e partecipazione per il Progetto INTEGRA, il Cluster cultura della Città di Palermo

Probabilmente sarà capitato anche a voi di venire chiamati a sostenere un colloquio senza ricordarsi quando e per quale figura aver inviato il curriculum. Con questa ottima premessa, a Maggio, è iniziata la mia avventura a Palazzo Bonocore per l’associazione I World. Inserito nel gruppo per sviluppare inizialmente le fasi di progettazione partecipata e comunicazione di INTEGRA, progetto relativo al Cluster culturale del Comune di Palermo, piano piano mi sono ritagliato uno spazio nell’ambito dell’europrogettazione, attività principale dell’associazione.

Mentre concludevamo con grande successo e un grande Festival il progetto Jato Spazio Idee, nella bellissima sede di Palazzo Bonocore ho invece lavorato a diversi progetti in ambito naturale, culturale, energetico, imprenditoriale. Con la rimodulazione un po’ turbolenta del progetto INTEGRA a causa di innumerevoli ritardi, sono poi passato, insieme allo Studio Terrana Architetti, all’elaborazione del suo Progetto integrato, con analisi SWOT e studio dei fabbisogni. L’anno si è poi concluso finalmente con la consegna dei documenti finali e la conferma di aver trovato un nuovo ambiente di lavoro stimolante e creativo.

Dal 2018 | Le mostre e il rilancio delle periferie
La Mostra Artintavola, con il suo allestimento che unisce grandi manifatture europee e carri del Festino di Santa Rosalia

Lavorare all’interno di un museo ti spinge a confrontarti anche con le mostre che questo ospita. Dopo aver collaborato all’allestimento di diversi eventi già dal 2017, mi sono poi dedicato in una “full immersion” per i mesi di Giugno e Luglio coordinando l’allestimento esecutivo della mostra Artintavola ideata dall’Architetto Ulderico Lepreri. L’iniziativa ha coinvolto aziende e maison dell’arte della tavola fra le più importanti d’Europa, ospitando, fra cristalleria, porcellane, posateria e illuminotecnica, un allestimento incredibile e dal grandissimo valore. Il tutto poi relazionato con riproduzioni di carri del Festino di Santa Rosalia, ricreando degli ambienti suggestivi e ricchi di coinvolgimento in un’atmosfera di grande fascino.

Ad Ottobre invece, come risposta concreta al temporaneo “blocco” dei finanziamenti per i progetti di riqualificazione urbana promossi in tutta Italia dal “Bando Periferie”, abbiamo ideato e organizzato in collaborazione con ANCI, una mostra multimediale che potesse diffondere e promuovere queste proposte congelate dal decreto Milleproroghe. Occupandomi in particolare della ricerca dei contenuti e del coordinamento della produzione esecutiva multimediale, l’evento ha segnato una grande eco in tutta Italia, animando il dialogo sulla questione e sbloccando così per il 2019 le iniziative proposte dagli oltre 400 Comuni coinvolti. In contemporanea, durante tutto l’anno, abbiamo proseguito i progetti già avviati e proceduto alla stesura di nuovi, spingendoci questa volta su nuovi temi legati alla riqualificazione urbana, la valorizzazione immobiliare e lo sviluppo imprenditoriale innovativo.

Dal 2019 | Innovazione sociale e i progetti per il territorio

Lo sblocco del Bando per le periferie, ci spinge a lavorare con i Comuni per attivare le fasi di avvio dei progetti. Contemporaneamente, nel mese di Febbraio, vengo coinvolto da HUB, per sviluppare a Palermo degli incontri di formazione con i giovani delle scuole e minori stranieri sul tema dell’impresa per l’innovazione sociale. In tre incontri fra complicate lezioni e appassionanti workshop, affronto diversi argomenti che spaziano dal personal business model canvas, agli obiettivi smart, il project management e la logica di intervento. Anche se in poco tempo, spero di aver insegnato le basi fondamentali per lo sviluppo di un progetto di impresa, fornendo soprattutto il metodo per trasformare creatività ed entusiasmo in un una proposta concreta.